chirurgia robotica per tumore prostata

8 04 2009

Per il trattamento del tumore della prostata, che in Italia colpisce 25.000 uomini ogni anno, la chirurgia robotica a parità di efficacia con l’intervento tradizionale riduce drasticamente gli effetti collaterali, permette un recupero più rapido completo e offre una migliore qualità di vita: lo conferma uno studio dell’Istituto Europeo di Oncologia, in pubblicazione sul British Journal of Urology, dove si confrontano i risultati ottenuti il primo anno con la chirurgia robotica con quelli ottenuti con la chirurgia tradizionale in 120 pazienti.

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“E’ emerso che l’intervento robot-assistito permette un recupero della continenza urinaria nel 70% dei casi a tre mesi dall’intervento, e vicina al 100% dopo un anno (contro rispettivamente il 63 e l’88% della chirurgia tradizionale)”, commenta Ottavio de Corbelli, Direttore della Divisione di Urologia dello IEO, “la potenza sessuale è recuperata al 31% a tre mesi dall’intervento e al 61% a un anno (a fronte di un 18 e di un 41% della chirurgia tradizionale). La chirurgia robotica si dimostra dunque il trattamento d’elezione per i tumori della prostata in stadio iniziale, oggi sempre più frequenti grazie alla diffusione del test del PSA, e diagnosticati in pazienti sempre più giovani, per i quali continenza e sessualità sono funzionalità di importanza fondamentale nel progetto di vita individuale”. Lo IEO ha avviato la chirurgia robotica per il tumore del prostata nel novembre 2006, e a meno di tre anni risultati sono già evidenti. “Come confermiamo nella nostra pubblicazione, i vantaggi si vedono già durante l’intervento”, dichiara Bernardo Rocco, Assistente Senior della Divisione di Urologia dello IEO: “la perdita di sangue si riduce (da 800 a 200 cc) rendendo evitabile nella maggior parte dei casi la trasfusione di sangue, il dolore post-operatorio è al minimo, il ricovero ospedaliero passa da sei a tre giorni, il catetere vescicale viene rimosso almeno un giorno prima e la cicatrice diventa presto quasi invisibile”. “In poco più di due anni”, commenta Stefano Michelini, direttore generale dello IEO, “siamo diventati il centro in Italia che ha effettuato il maggior numero di interventi: 827, di cui più di 300 in urologia e gli altri in ginecologia, chirurgia generale e toracica. Siamo tra i pochi centri che effettuano l’intervento con robot anche in regime di Sistema Sanitario Nazionale. Da un mese abbiamo acquistato un secondo robot e abbiamo in programma di inaugurare il prossimo autunno la Scuola di Chirurgia Robotica dell’Istituto Europeo di Oncologia.” Proprio con l’obiettivo di costituire un punto di riferimento in Italia e in Europa per la chirurgia robotica in urologia, l’Istituto Europeo di Oncologia ha siglato pochi giorni fa un accordo con il Florida Hospital di Orlando (USA). L’accordo fra le due strutture prevede uno scambio di know-how, il training di medici e infermieri IEO e lo sviluppo di programmi di ricerca condivisi per migliorare l’uso della tecnica robotica nel trattamento delle neoplasie urologiche sotto la guida di Vipul Patel, il chirurgo che ha trattato con tecnica robotica il maggior numero al mondo di casi di tumore alla prostata (circa 3000, dal 2002 ad oggi), raggiungendo la massima velocità di esecuzione (circa un’ora e 15 minuti) e la massima efficacia. Lo IEO farà da riferimento per la diffusione della tecnica di Patel in Europa.

Fonte: Ufficio stampa IEO 2009.


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